Nicola Caporale  ( Niccolò di Calabria )
  Novelliere, romanziere neo-realista, poeta elegiaco, pittore bozzettista, macchiaiolo e impressionista.
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Il libro di Franca (poesie), Ed. Gabrieli, Roma 1981
Autore Nicola Caporale
  ANNEGA LA PAROLA NELL’AMARO
( da “Il libro di Franca” p.. 31 )

Annega la parola nell’amaro
ogni sera a quest’ora, e tu mi giungi come fantasma d’epoca lontana:
saggia
serena
cheta
e il cuor mi piange come bimbo afflitto.
Chè ti sapevo nella stanza accanto,
serena con la tua dolce fatica
ed ero anch’io tranquillo tra le carte
immerso nei pensieri della vita.
Premevo il campanello e tu amorosa
giungevi, mi fissavi e ti fissavo,
e ti bevevo tutta,
e tutta nel mio amore ti fondevo.
Forse sentivi la mia ignota sete,
mentre beato mi struggevo in te…
ed ora è vuota è fredda e mi raggela.


INDICE

7 E poi?
8 0 come muta suono la mia casa
9 In che miseria
10 Il passo in corsa dentro un corridoio
11 E non ho lampa
12 Ora la cultura e l’armonia(In morte del maestro Simonetti)
13 A chi si aggancerà l’anima stanca
14 Quanto solo mi sento
15 Allegro, tra poco ritorna
16 La casa si spoglia
17 Al cardellino
19 Mi frullano in testa fantasmi
21 Giugno
22 Kramer
23 Giunge quest’ora
24 La donna che si abbiglia è sempre bella
25 Passa il treno
26 Nessun conforto
27 Non penso più
28 E più dipingo il volto
29 Ancor veloce per la via ferrata
30 I garofani tuoi
31 Annego la parola nell’amaro
32 E tento col pennello il dolce viso
33 Malinconico letto
34 E’ l’ultima pena
35 Quando l’amore al tempo alza la fiamma
36 Cinquantesimo anniversario del matrimonio 23/3/1980
38 Violette
39 Autunno I
41 II
42 Angelus
44 Vento di agosto
45 Guardami ancora negli occhi
46 Se non ti bacio
47 Stuzzica la lucerna
48 A Francuzza
48 Rari cenci
49 Franca
50 Volto di sfinge
57 A Franca
53 Moglie mia
54 Nella minuta persona
56 Non ho paniere per le tante grazie
97 Tu sei l’inarrrivabile, la sola


Finito di stampafe dicembre 1981
GRAFICO via del Gelsornnc, 1:2
perconto dell' EDITORE GABRIEL

E’ L’ULTIMA PENA ( pag. 34)

O Franca, è l’ultima pena,
1’ ultimo giorno,
l’ ultima nottata
ed ho paura. Più l’ora si appresta
al tuo ritorno e più l’ansia e l’angoscia,
perchè non credo più a tanta gioia.
O Franca, non sapevo quanto bene
si era in questi anni accumulato in cuore,
e tanto e tanto che vien meno il fiato,
chè tanta gioia mi strozza e mi opprime.
E quando mai mi sei lontano stata
tanto tempo che par non abbia fine?
Il tempo gratta l’anima e la carne,
e più dura e più la vita scarna;
perdi il conto dei giorni e perdi mente
sì che senza vivere vivi
e il sole guardi e l’ombra
le persone e le cose, odi voci e rumori,
e tutto che tu vedi alfin non scorgi,
e tutto che tu ascolti non avverti.
O torna, tornami accanto:
solitudine spiace a chi la soglia
dell’inverno già tocca e taglia e punge
più che lama di ghiaccio senza taglio.
Ma più punge e più taglia se abbandona
amor che fu lucerna a tuo cammino.

 

 

O COME MUTA SUONO LA MIA CASA
( da “Il libro di Franca” p.8)

O come muta suono la mia casa
come nel vacuo rotola la vita.
Pure so che la cosa
è affare da nul1a,
ma tu sei all’ospedale e ciò mi svuota,
Francuzza, l’anima.
Vuota e scura la casa!
Poi che tu manchi e ogni voce
sbiadisce e s’ingrigia.