Nicola Caporale  ( Niccolò di Calabria )
  Novelliere, romanziere neo-realista, poeta elegiaco, pittore bozzettista, macchiaiolo e impressionista.
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Il pianto del nonno (poesie), Ed. Cardone, Catanzaro 1983.
Autore Nicola Caporale

In un dolce pomeriggio di giugno il nipote del Poeta, Salvatore Staiano, fu barbaramente ucciso da una macchina. Non aveva che diciassette anni e mezzo.

 

LASCIATEMI SOLO

Lasciatemi solo.
Voglio restare solo col mio pianto.
Solo vogl’io restar col mio ragazzo.
Che volete voi altri? Io mi consolo
Restando solo con la sua disgrazia,
col suo viso fanciullo
col suo ricordo vivo.
Ecco, così: Salvatore,
sorridi con l’aria furbesca,
accìgliati per ridere a tuo nonno,
dona ancor corda un poco
e scoppia meco a ridere a gran coro.

 

AD UNA IGNOTA AMANTE

Sconosciuta fanciulla,
ora il tuo cuore piange
su la deserta vita:
colui che amasti è morto!
Teco la gente piange,
piange la terra,
teco il cielo si adombra:
colui che amasti è morto!
La primavera già muore,
si miete ai parti il fieno,
si mieterà il frumento,
ed il tuo mietuto giace:
colui che amasti è morto!
Innaffialo col pianto
ed egli in te vivrà!

DIMENTICARTI

Dimenticarti!
Sarebbe troppo il peso
Per le tue spalle giovanili assai!
Piangerti è come parlare con te.
Solo così si allevia
il peso della morte.
Il peso della morte
si chiama solitudine,
e acerbo giovinotto
sopportar non potresti delle tenebre
il grave pondo.
E poi, non fosti mai solo,
silenzioso non fosti:
la parola e la gioia
ti furon compagni.
Come potresti sopportar giammai
l’infinito della Morte?
O come potrei io stesso
non discorrere teco e restar muto?
Eccoti, improvviso appari
come di marzo luminoso sbuffo
tra questi grigi libri silenziosi,
chiamandomi per nome,
me severo e pensoso
frugando tra la polvere e la noia
illuminando tutto con la giostra
di quelle dita inquiete tra le carte.
Indi l’eloquio
ripigliava la piana e si parlava
di problemi scolastici vivaci.
- Ma basta, andiamo a tavola. La nonna
ha preparato già le buone cose.
Andiam, siedimi presso.
Ma no che siamo in tanti,
siedi coi piccoli tu,
non fare confusione o troppo chiasso.
Prometti?
Come potresti sopportare il peso
di tanta tenebra, di tanta pace?
Come potresti sopportar giammai
l’infinito silenzio della Morte?